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italian cooking

domenica 1 marzo 2009

Zeppole di San Giuseppe






Per la pasta bignè:
250 ml di acqua
250 gr di farina
50 gr di burro
1 pizzico di sale
5 uova
1 cucchiaino di lievito in polvere x dolci
Per la crema pasticciera:
6 tuorli d'uovo
180 gr di zucchero
70 gr. di amido
½ lt di latte
1  bacca di vaniglia aperta - si taglia con un coltellino la superficie e si raschia l'interno, poi si mette tutto nel latte, bacca e polpa interna, quindi si filtra prima di usare il latte. Il procedimento per la crema lo trovate QUI
In una pentola non troppo capiente versare l'acqua, il burro e il sale, quando giunge a bollore unire la farina in un sol colpo, togliere dal fuoco e mescolare un attimo, quindi rimettere sul fuoco (al minimo) e rimescolare senza sosta, schiacciando la pasta sulle pareti della pentola (motivo per cui il tegame non dev'essere molto grande). Teoricamente si dovrebbe cuocere rimescolando per 5 minuti, ma se la pasta è troppo dura (differenze fra farine e farine) e siete giunti allo sfinimento, togliete dal fuoco quando comincia a fare “cri -cri”.
Mettere l'impasto in una capiente ciotola e  aggiungere le uova, una ad una, sbattendo bene con uno sbattitore elettrico. Mai aggiungere l'uovo successivo se non si è assorbito il precedente. Dopo l'ultimo uovo unire il lievito. Preparare una capiente sacca da pasticciere con beccuccio ondulato e riempirla con il composto (seguire la seguente tecnica: prendere un contenitore stretto e lungo, mettervi la sacca, già dotata di beccuccio,  e rivoltarne i bordi verso il basso rispetto al contenitore – il beccuccio dovrà stare in posizione piegata, così da bloccare eventuali fuoriuscite di prodotto. In tal modo sarà possibile riempire la sacca avendo a disposizione entrambe le mani e, soprattutto, il contenuto non uscirà).
Mettere la sacca in frigorifero. Nel frattempo preparare i “quadrati” di carta forno. I quadrati servono ad accogliere le zeppole, affinchè possano friggere senza essere toccate.
Disporre sul tavolo i quadrati (che non siano troppo piccoli, altrimenti si dovrà mettervi su poca pasta), tutti pronti (perchè, soprattutto se si è da soli, risulterebbe problematico doversi fermare per realizzarne altri).
Prendere la sacca piena di impasto bignè, spingere il prodotto verso il basso e “ruotare a chiusura” i bordi della sacca per impedire la fuoriuscita dall'alto . Voglio precisare che l'operazione di formazione delle zeppole è adatta a persone di “buon polso”, perchè faticosa. Ora, afferrando la sacca con entrambe le mani, di cui una proprio verso la parte più bassa (in prossimità del beccuccio), spingere la pasta sul quadrato e formare un cerchio largo (più o meno il buco deve avere un diametro di 4/5 cm).Ad operazione ultimata (tutti i quadrati pieni), mettere sul fuoco una padella a bordi alti che possa contenere all'incirca un paio di zeppole (meglio cuocere poco alla volta) in maniera “molto comoda”; versarvi abbondate olio di girasole a fuoco medio alto. L'operazione di cottura dev'essere molto crontrollata, perchè all'inizio dev'essere una frittura media, per dare modo alla pasta di lievitare e poi si deve alzare il fuoco per far dorare il prodotto. Ogni volta che si mette una zeppola cruda bisogna utilizzare questo accorgimento (pena la cattiva riuscita del risultato finale).
Ogni zeppola fritta va fatta colare su carta assorbente e poi messa a raffreddare su un altro vassoio.
Le zeppole, fredde, vanno guarnite con un “giro” di crema pasticciera sulla corona, con un paio di cucchiaini di confettura (quella coi pezzi) di ciliegie (o amarene) versati solo su alcuni punti ed eventualmente con un paio di ciliegie sciroppate. Infine, spolverate con abbondante zucchero a velo.
Se la temperatura è fredda è meglio non conservarle in frigo, perchè la pasta tende ad ammassarsi. Consumare in giornata per apprezzarle al meglio.

CONSIGLIO: NON CONVIENE CIMENTARSI CON UNA DOSE DOPPIA, ALL'INIZIO.
Inconvenienti che possono verificarsi : impasto bignè troppo "lento", significa che le uova usate nell'impasto erano troppo grandi; impasto che non gonfia in frittura, significa che avete cotto a fuoco troppo alto.

8 commenti:

Carolina ha detto...

Ciao Miriam, grazie per il tuo messaggio nel mio blog.
Capisco un po 'di italiano e non posso scrivere, mia madre è italiana, ho visitato il tuo blog e mi è piaciuto molto.
Vorrei visitare il tuo blog e mi congratulo per il vostro lavoro.
Besos!

miriam ha detto...

Grazie Carolina, mi fa molto piacere che tu capisca l'italiano, così possiamo scambiarci ricette.

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